.:La struttura. Da un disegno realizzato da Elisabetta Martinelli. Serviva come luogo di carico e scarico dei prodotti in arrivo o in partenza. | La sala degli attrezzi veterinari. |
È l'antico deposito delle granaglie, con una larga apertura per far spiovere direttamente da questo piano nella tramoggia il prodotto da macinare. | La sala della macinatura. |
È il cuore dell'edificio, con due aperture verso l'esterno: una sulla strada ed una sulla roggia. È posta ad un livello più basso rispetto alla sede stradale. È quella residua delle due un tempo esistenti (da cui il termine "Mulini di Sopra"). È preceduta da un bocchello con relativo canaletto, per fare defluire l'acqua verso la ruota. Un tempo il bocchello aveva una valenza giuridica. | La sala degli attrezzi contadini. |
In questo ambiente è esposta una vasta quanto interessante raccolta di attrezzi in uso presso le nostre genti fino alla metà del XX secolo. È un locale collegato alla sala della macinatura con ben due aperture. Una terza apertura da direttamente sulla strada in prossimità del portico. È l'unica tra le stanze adibite a museo a possedere un camino. Si trova al piano superiore, sopra la cucina, con il letto posto davanti alla canna fumaria. La strada tra Madignano e Izano, che corre parallela alla roggia, in prossimità dell'edifico subisce una leggera deviazione. È antica e prende il nome dalla casata Pallavicini di Cremona: è derivata da due bocche del Naviglio Civico a Fontanella (BG), alle quali furono aggiunte in seguito altre due bocche a Crema e Ripalta Vecchia. Si perde nelle campagna tra Cornaleto e San Bassano. A differenza degli spazi ben organizzati di una cascina, il mulino è composto da più unità edilizie di varia altezza aggiunte in epoche differenti secondo le sopravvenute esigenze. Trascinagli sopra il mouse: il disegno è interattivo!
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